Benvenuti

Fratelli e sorelle,
questo suggestivo santuario, da lunghi secoli, attira i fedeli dell’Arcidiocesi Arborense e
dell’intera isola di Sardegna: questa chiesa è uno dei luoghi identitari più significativi e
importanti, insieme alla chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis a Tharros, dell’intero territorio arborense.
Fin dal Medioevo, dagli inizi del XIII secolo, i religiosi dell’Ordine Trinitario di san Giovanni de Matha diffusero in tutto il Mediterraneo la spiritualità e il carisma del religioso francese:
l’Ordine, fondato nel 1193 con una propria Regola, fu approvato dal papa Innocenzo III nel 1198 con la bolla Operante divine dispositionis. Cofondatore dell’Ordine è
considerato Felice di Valois, compagno di Giovanni di Matha; a Cerfroid si stabilì la prima comunità trinitaria che è considerata la casa madre dell’Ordine.

Giovanni di Matha intendeva fondare un nuovo e originale progetto di vita religiosa, con aspetti profondamente evangelici, unendo al culto per la Santissima Trinità l’opera di liberazione e redenzione degli schiavi, in particolare il riscatto dei cristiani caduti prigionieri dei mori (islamici). Il nome completo dell’Istituto è Ordine della Santissima Trinità e redenzione degli schiavi. L’Ordine si prodigava per la redenzione dei sequestrati, poiché sapeva che a essi veniva proposta la libertà solo se avessero rinnegato la propria fede. 

La Regola scritta  da Giovanni di Matha è stata, nel corso dei secoli, adattata alle nuove esigenze di vita. 

Il titolo del Rimedio si deve, perciò, ricondurre a questo tipo di spiritualità e a questa forma di evangelizzazione: Maria ci sostiene nel cammino di liberazione da ogni forma di schiavitù: essa rimedia a tutte le nostre manchevolezze e sofferenze, donandoci l’amore e la medicina del Signore Gesù Cristo.

Nella facciata della Basilica, nell’oculus (sullo sfondo musivo) e nella corona aurea della venerata statua della Madonna, è posta una significativa scritta: In me remedium misit me Dominus ut curarem vos: che, tradotto in italiano, significa: Il Signore mi ha posto come rimedio per curarvi. Nei nostri dolori, nelle nostre malattie fisiche, morali e spirituali, in questo tempo pandemico accostiamoci con fiducia alla Vergine Maria e prestiamo ascolto al suo dolce invito. Come ai servi delle nozze di Cana, Nostra Signora del Rimedio ci ripete: Fate quello che Egli vi dirà

 mons. Antonino Zedda,
Rettore della Basilica